Con la scusa del passato

Israele sembra aver deciso di distruggere letteralmente la striscia di Gaza e tutti i suoi abitanti. Un attacco dopo l’altro, sembra proprio questo il suo obbiettivo. E nessuno dice niente. Stanno morendo centinaia di civili innocenti. Migliaia sono i feriti e gli sfollati. Solo adesso si comincia a cercare una soluzione e si chiede di smettere di uccidere civili. Ma fino a 5 giorni fa, dopo 281 civili uccisi di cui 51 bambini, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, dichiarava ancora “che Israele aveva diritto a difendersi”, come se quello che stanno mettendo in atto si possa chiamare difesa. Difesa contro che cosa? Difesa da chi? Contro i razzi di Hamas? Contro i palestinesi armati di fionde e sassi? Questa non si può chiamare difesa, e nemmeno risposta ad un torto subito, questa è una distruzione vera e propria, una strage di palestinesi innocenti che sono colpevoli di vivere sulla terra che gli Israeliani hanno deciso essere loro.
Da un punto di vista di diritto internazionale la situazione è alquanto complicata. Infatti, il diritto internazionale, vale per gli Stati, e sono loro i soggetti e i destinatari di tali diritti e obblighi. Lo Stato di palestina però non è ancora riconosciuto come Stato (da Israele, Stati Uniti, Germania, Australia e Inghilterra), e probabilmente non lo sarà mai, visto che alcuni Stati hanno tutte le intenzioni che lo Stato di Palestina non venga tutelato e che Israele continui a potersi imporre con brutalità e violenza su di esso . Infatti, sempre secondo il diritto internazionale, uno Stato per essere considerato tale, deve soddisfare due criteri: effettività e sovranità esterna. Entrambi i criteri non vengono soddisfatti, ma in particolare l’effettività di governo.
Secondo il criterio dell’effettività, uno Stato, per essere tale nel diritto internazionale, deve avere un governo funzionante che controlla il territorio dello Stato. Lo Stato di Palestina attualmente non ha un organizzazione statale tipica e nemmeno un esercito regolare. Un passo avanti, per quanto riguarda il suo riconoscimento internazionale, è stato fatto il 29 novembre del 2012, quando gli è stato riconosciuto un posto come Stato osservatore alle nazioni unite. Questo però significa che lo Stato di Palestina non gode dei diritti che spettano agli Stati membri dell’ONU, quali la protezione da un uso della forza illegittimo, il diritto per la popolazione di decidere chi li deve governare e di non essere sottoposti continuamente alle violenze di Israele. Tutto questo riguardo lo Stato di Palestina nel suo insieme, che comprende la Cisgiordania da un parte, e la Striscia di Gaza dall’altra, e che dovrebbe essere controllato dall’ANP (Autorità nazionale palestinese).
Nei fatti, però, solo la Cisgiordania è controllata dall’autorità nazionale palestinese, mentre dopo il 2007, la Striscia di Gaza è controllata da Hamas, una delle fazioni politiche palestinesi. Questa organizzazione trova molto appoggio nella popolazione della Striscia.
Ma perché gli abitanti della striscia dovrebbero appoggiare una organizzazione che secondo gli Stati Uniti e l’Unione Europea ha fini “terroristici?” Prima di tutto perché questa organizzazione si è posta come obbiettivo quello di resistere ad Israele, e per gli abitanti della striscia sono proprio gli israeliani a spargere terrore all’interno del loro territorio, e che continuamente li umiliano.
Per quanto riguarda l’acqua, Israele impone alla striscia l’autarchia, costringendo gli abitanti a farsi bastare l’acqua piovana e le falde acquifere presenti sul territorio, e impedendo alla Cisgiordania di fornire acqua alla Striscia di Gaza. Peccato che il 95% dell’acqua presente nella striscia non sia potabile a causa di un sistema fognario inesistente. Non contenti oggi hanno anche colpito una stazione di drenaggio, e le persone hanno cominciato a bere acqua del mare per disperazione.
L’elettricità salta continuamente a Gaza. I pescatori non possono allontanarsi dalla costa più di 12km, pena la vita, e a quella distanza non riescono a pescare un bel niente. Tutti i bambini che nascono, per ottenere il documento di identità, devono essere registrati presso il ministero dell’interno israeliano, e la beffa e che la carta di identità e scritta in ebraico. I contadini palestinesi che si avvicinano al muro per cercare pezzi di metallo da rivendere, vengono uccisi senza troppi pensieri dai soldati israeliani.
Come si dovrebbero sentire delle persone costrette a vivere in queste condizioni? Come si deve sentire una popolazione che giornalmente vive queste realtà nella propria terra, a casa propria? sicuramente arrabbiata, umiliata e disperata. Hamira Hass, nel suo articolo sull’internazionale di queste settimane, chiede ad un esponente di Hamas perché continuino a giocare una partita dove Israele è nettamente superiore. La risposta è stata: ” Perché nient’altro a funzionato. Ne la diplomazia, ne l’opposizione pacifica”.
Secondo il poeta e scrittore Youssel Bazzi gli israeliani non stanno cercando una soluzione con la palestina, ma sono rimasti intrappolati nel loro immaginario biblico del popolo senza terra, che deve cercare la “vittoria definitiva”
Quando sono morti i tre ragazzi israeliani, teoricamente causa dell’attuale conflitto, tutti i giornali del mondo hanno intitolato a loro e alla sofferenza dei loro genitori le prime pagine. Il presidente Obama ha dichiarato che “come padre posso immaginarmi l’indescrivibile dolore dei genitori di quegli adolescenti. Gli Stati uniti condannano fermamente questo “insensato” atto di terrorismo contro tre innocenti”. Chissà se come padre riesce a immaginarsi l’indescrivibile dolore che devono provare in questi giorni i centinaia di genitori dei bambini palestinesi morti e le famiglie distrutte. Ma possibile che stanno tutti dalla parte di Israele? possibile che nessuno riconosce la loro pazzia?
Forse qualcuno la riconosce, ma su Israele non si può dire niente di niente, senno con molta probabilità si viene etichettati come antisemiti e razzisti, e non semplicemente come persone che esprimono il proprio parere riguardo ai fatti e agli avvenimenti. Forse e questa paura di essere ricollegati a un evento della storia, che porta tutti ad accettare in silenzio le violenze che giornalmente lo Stato di Israele infligge ai palestinesi.
P.s Attualmente i morti palestinesi sono 636 e 4030 i feriti. 29 i soldati israeliani morti, e 1 disperso.